Dal progetto universitario alla realizzazione: spazio pubblico e viabilità per San Marco, periferia di Perugia
L'amministrazione comunale aveva previsto per San Marco un intervento di project financing per un grande centro commerciale nel cuore del paese, con 6.000 mq di parcheggi e 8.000 mc di volume edificato. Il progetto avrebbe lasciato irrisolti i problemi di viabilità esistenti, privando l'area del suo ruolo strategico per la qualità della vita. Il terreno interessato, curato nel tempo dalla cittadinanza, è stato invece rivendicato come bene comune: le associazioni locali hanno guidato una mobilitazione collettiva — "Sogno per San Marco" — che ha coinvolto il Dipartimento di Ingegneria dell'Università di Perugia, in particolare il corso di Pianificazione Urbana e Territoriale del professor Mariano Sartore. Il centro commerciale non è stato realizzato.
Il percorso partecipativo ha raccolto racconti, abitudini e memorie degli abitanti, traducendoli in una proposta di recupero dello spazio pubblico esistente. Al centro, una nuova "piazza" intesa non in senso classico ma come spazio verde condiviso, capace di ricucire San Marco bassa e alta oggi frazionate dalla strada. Sul fronte della viabilità, la soluzione individuata introduce due bretelle a senso unico che si allacciano alla SP170 e al terminal bus, canalizzando il traffico e facilitando l'attraversamento pedonale; la modifica del tracciato della provinciale — teatro di un incidente mortale — libera suolo e rimuove un elemento fortemente simbolico per la comunità. Un edificio polifunzionale e una pensilina flessibile (parcheggio/mercato) erano pensati per collegare le diverse parti del nuovo sistema, ma non sono a oggi previsti.
Il progetto prevedeva inoltre un percorso ciclopedonale lungo il corridoio ecologico che collega l'area di Ingegneria a San Marco, tracciato attraverso boschi, aree agricole, uliveti e il corso del torrente Genna, e un sistema di raccolta delle acque meteoriche (oggi realizzato) per irrigare il verde.
Il progetto preliminare è stato elaborato dal gruppo di lavoro del Dipartimento di Ingegneria dell'Università degli Studi di Perugia, coordinato dal professor Mariano Sartore, di cui Anna Falcinelli ha fatto parte come studentessa del corso di Pianificazione Urbana e Territoriale. Il percorso partecipativo, l'ascolto della comunità e l'elaborazione delle proposte urbanistiche sono il risultato di questo lavoro collettivo tra Università, cittadinanza e associazioni locali.
Concluso l'iter con il Comune di Perugia, la fase esecutiva — bretella stradale, opere idrauliche, sistemazione del verde e raccolta delle acque meteoriche — è stata affidata tramite bando pubblico a professionisti esterni: in questa fase STARE ha collaborato su alcune lavorazioni specifiche. Il progetto universitario ha avuto risvolti concreti: le soluzioni elaborate durante il percorso partecipato sono confluite, negli anni successivi, nell'intervento pubblico realizzato dal Comune di Perugia. Consideriamo questa esperienza un'occasione di apprendimento fondamentale, e riconosciamo il ruolo centrale del professor Sartore e del percorso partecipativo da lui promosso nella nascita del metodo che oggi guida il nostro lavoro.
Dal 2013 al 2017, la stampa locale ha seguito le diverse fasi del percorso partecipato: dalla mobilitazione dei cittadini alla presentazione del progetto universitario, fino agli aggiornamenti sull'iter verso la realizzazione.